Napoli - Quindici anni di carriera tra i professionisti, oggi ammirato centrocampista nei dilettanti con la maglia del Salerno Calcio. Francesco Montervino apre l'album dei ricordi dopo tanti di calcio giocato e tanti ancora da giocare: "Sono campano d'adozione. Ormai gioco da dieci anni qui, la maggior parte con la maglia del Napoli. Oggi rivesto il granata del Salerno Calcio e cerco di dare il massimo".
Partiamo da qui. Scendere nei dilettanti e farlo con la tua stessa umiltà, non è da tutti.
"A Salerno si sta costruendo un progetto serio. Io ho vissuto la rinascita del Napoli, e spero di fare lo stesso qui, con le dovute differenze. Gli stimoli non mancano".
Gli stimoli, appunto. Ma dopo Napoli, hai mai pensato al ritiro?
"Si, l'idea mi ha accarezzato più volte. La mia è comunque una carriera ricca di soddisfazioni, e dover ripartire dai dilettanti ti fa pensare a tante cose. Poi ti accorgi che la domenica hai ancora quella cosa allo stomaco, che agli allenamenti ci vai con grande entusiasmo, e ti sembra di rinascere. Affronti questo nuovo palcoscenico, alla prima partita fai gol ed esulti come fosse la prima volta. Ti passa tutto".
Facciamo un passo indietro. Napoli: il ricordo più bello?
"La lista sarebbe lunghissima: giocare contro l'Inter di Mourinho, la partita perfetta contro la Juve, l'esordio in Europa League. Lì ho vissuto i momenti più intensi della mia carriera. Eppure, la cosa che porterò sempre nel cuore è quel Genoa - Napoli che ci portò in serie A. Non dimenticherò mai il gemellaggio, la festa e le emozioni di quella giornata. Anche se ho dovuto fare a meno della maglia (ride, ndr)".
Perchè?
"La Fedele Management mi segue dagli inizi della mia carriera. Sono stati i primi a cercarmi, seguendomi passo dopo passo. Al Napoli andai quando stava ricostruendo, in serie C, senza materiale tecnico. Fu una loro intenzione e così regalai la maglia di quel giorno a Gaetano Fedele".
Un modo simpatico di dire grazie...
"Con Gaetano siamo quasi coetanei. Dopo tanti anni poi si instaura un rapporto che va oltre il lato lavorativo. Ricordo ancora l'incontro a Viareggio, al torneo riservato alle squadre Primavera. Io giocavo con il Parma, e lì è iniziato il mio connubio con la Fedele Management. Diverbi? Quando si è a stretto contatto ed il rapporto cresce, è normale avere idee diverse su alcuni argomenti. Ma è anche grazie a loro se sono cresciuto e superato momenti di difficoltà".